venerdì 14 novembre 2014

Droni

Nel 1970 il buon Michail Gorbačëv se ne venne fuori con un piano delirante per estendere l'influenza dell'Unione Sovietica sull'intero medio oriente e parte del Nord Africa. L'esercizio di disagio mentale, richiedeva come condizione fondamentale quella di prendere saldamente il controllo dell'Afghanistan, teoricamente gia' comunista ma politicamente piuttosto indipendente dall'Unione Sovietica. La questione non sembrava porre problemi, cosa potevano mai fare degli stupidi pastori contro la potenza delle armate sovietiche?

Quando i carri armati dell'Armata Rossa passarono il confine, l'amministrazione USA comincio' rapidamente a fornire di armi di ogni genere i ribelli Afghani e a fregarsi le mani molto forte e molto a lungo all'idea di far divertire un po' i Sovietici con lo stesso giochino che si erano ritrovati loro in Vietnam.

Dieci anni dopo, l'Armata Rossa se ne tornava mesta mesta a casa, in coda a un fiume di bare e feriti. La sconfitta in Afghanistan avrebbe presto piantato una pietra tombale su una Unione Sovietica gia' colpita ampiamente da una situazione sociale, politica ed economica degradata.

Possiamo facilmente immaginare il debriefing delle agenzie statunitensi coinvolte nell'operazione.

"Signori, semplicemente con l'aiuto qualche tonnellata di Kalashnikov di contrabbando e una manciata di Stinger, i Taliban sono riusciti a sconfiggere il piu' potente esercito di terra del mondo e a farci vincere la guerra fredda."

Applausi scroscianti, rumore di calici che tintinnano.

"Ora abbiamo una idea straordinaria. Invadiamo noi quei poveri stupidi pastori, cosa mai potranno fare contro la potenza delle nostre forze armate?"

Dopo tredici anni a cercare di girare un seguito non ufficiale de "L'armata Brancaleone" in un luogo dove si spara davvero, le forze armate occidentali, comicamente unite sotto il nome di ISAF hanno iniziato a comprendere di aver probabilmente fatto un piccolissimo errore di valutazione. Ma ritirarsi come hanno fatto i Sovietici sarebbe troppo semplice, quindi la psicosi continua.

Mentre i poveri eserciti della coalizione internazionale vengono triturati e fatte esplodere a ogni metro di strada, la potente tecnologia occidentale viene in aiuto creando veicoli sempre piu' comicamente blindati in cui infilare soldati sempre piu' terrorizzati. I Talebani ovviamente sghignazzano, scrollano le spalle e si limitano ad aggiungere piu' esplosivo alle bombe.
MRAP, la paranoia fatta veicolo
Ma la vera innovazione per rendere la guerra piu' comica, e' il drone. Il drone consiste in un aeroplanino telecomandato troppo cresciuto in grado di eseguire operazioni di ricognizione e all'occorrenza essere armato per attaccare obiettivi al suolo.

L'opinione pubblica ha reagito immediatamente con preoccupazione e indignazione verso una guerra che diventa sempre piu' meccanica e disumana. Volete mettere il calore umano che si prova nel sapere che la GBU-31 che sta incenerendoci casa con noi dentro e' stata lanciata da un bell'aereo con un pilota umano, magari pure simpatico, invece che da un freddo drone comandato da decine di migliaia di kilometri di distanza?

Son soddisfazioni importanti, anche se brevi.

 Il drone militare in realta' e' una vecchia idea, risalente addirittura alla seconda guerra mondiale e immediatamente abbandonata per motivi che dovrebbero essere piu' che ovvi a una qualsiasi persona dotata di un minimo di cervello.

Gli ingegneri statunitensi, invece, devono essersi detti: "Certo, abbiamo il dominio totale dell'aria, praticamente gli aerei sono l'unica cosa che non riescono a farci fuori, ma perche' mai dovremmo mandare dei piloti umani a fare qualcosa che potremmo fare con un congegno elettronico?"

Il perche' gli e' stato spiegato poco dopo dagli Iraniani che si sono immediatamente premurati di fregargli un drone che girava dalle loro parti, usando qualcosa che io amo immaginarmi come un telecomando gigante o un retino alto svariati kilometri.

Si, lo so, ma lasciatemi sognare.

Ovviamente il drone era costruito con la piu' recente, costosissima e segretissima tecnologia stealth che, altrettanto ovviamente, gli Iraniani si stanno copiando a man bassa.

Obama e' anche riuscito ad avere la faccia tosta di chiedere all'Iran la restituzione del drone. La risposta dell'Iran e' stata piu' o meno questa:

Per capire pero' la portata di idiozia autolesionista di mettere la piu' recente tecnologia militare su degli aeroplani radiocomandati, bisogna fare una piccola premessa.

I rivoluzionari e i guerriglieri in generale, di solito sono gente colta. Al contadino spalatore di merda che come unica aspettativa del futuro ha di sapere se l'anno prossimo morira' o meno di fame causa carestia, non importa davvero molto della politica. Anche perche' alla politica non importa davvero molto di lui.

Che siano i proletari, cioe' di fatto gli operai che si sono trasferiti in citta', hanno ottenuto un salario e avuto accesso a qualche mezzo di informazione o una nuova borghesia arricchita con i commerci, i rivoluzionari sono gente che ha un livello di istruzione piu' alto della media della popolazione.

Nel ventunesimo secolo, questo significa laureati.

Quando parliamo di laureati, ovviamente non dobbiamo pensare a gente che ha frequentato il DAMS o scienze della comunicazione. Non riesco a pensare a un figlio in Afghanistan che va dal padre a dirgli "Papa', devi pagarmi il corso di Scienze Politiche" senza essere immediatamente essere utilizzato come kamikaze. Difatti non ne risultano.

Quando parliamo di laureati, parliamo di ingegneri. Al Qaeda e' fatta di ingegneri e non c'e' motivo di pensare che le altre organizzazioni simili abbiano organici molto diversi.

Ora e' importante cercare di immaginarsi le montagne rocciose dell'Afghanistan, un panorama brullo e devastato. Al margine di una caverna, un miliziano Talebano imbraccia il suo AK-74 mentre e' di guardia tormentandosi perche' ha sprecato la sua gioventu' a dare esami di analisi, di fisica e a spaccarsi il cervello per laurearsi in ingegneria delle telecomunicazioni invece di dare fondo alle coltivazioni di oppio come i suoi amici, e ora tutto cio' e' completamente inutile perche' sono anni che combatte una guerra dove al massimo ha usato la fisica delle scuole superiori per calcolare la parabola di un mortaio.

Improvvisamente un rumore insolito dal cielo attrae la sua attenzione. Veloce si butta al riparo ed estrae un binocolo. Un aereo? No, e' piccolo ed'e' a elica. Un drone! E' il giorno piu' bello della sua vita. Finalmente tutti gli ardui studi serviranno a qualcosa. Lancia via il suo fucile e corre sul fondo della caverna a svegliare gli altri.

Ora Al Queda sta avviando programmi per dotarsi di contromisure elettroniche per combattere e, sicuramente, fregarsi dove possibile i droni americani e sicuramente questo ci donera' a breve un sacco di lulz.

giovedì 13 novembre 2014

Breve storia dell'evoluzione della corruzione

Breve storia dell'evoluzione della corruzione negli ultimi anni.
Una volta si faceva un appalto, gli appaltatori pagavano delle tangenti ai politici, che assegnavano l'appalto a chi pagava e poi gli appaltatori ottenevano pagamenti gonfiati dallo stato.
Il sistema aveva alcuni problemi:
1) Ogni tanto qualcuno veniva beccato con la valigetta di contanti in mano
2) Ogni tanto qualche giornalista faceva notare che la stessa opera in germania costa un millesimo
3) Soprattutto quando costruivi un ospedale fatto di sabbia e cartone, dopo qualche mese veniva giu' e se ci scappava il morto erano cazzi perche' comunque quando ci scappa il morto la gente si incazza.
Dopo mani pulite il sistema e' stato migliorato. Intanto si e' messa molta piu' enfasi sulla progettazione. La progettazione permette di pagare consulenze stratosferiche ad amici, parenti, amici di parenti, parenti di amici e coniugi senza dover fare praticamente nulla. Pero' per quanto uno possa progettare una stazione spaziale delle dimensioni del colosseo, fatta in oro massiccio e da orbitare in L1, e' difficile spendere - rubare - piu' di tanto per la fase di progettazione. Se si vogliono i miliardi, bisogna andare alla realizzazione.
E qui' arriva il genio.
Se invece di progettare una autostrada, progettiamo un inceneritore di rifiuti chimico-batteriologico-esplosivi-nucleari e lo mettiamo in centro alla citta', dentro un ospedale a fianco di un asilo, il giorno dopo mi appare un conveniente movimento di protesta con un qualche nome tipo NO-INCENERITORE.
A questo punto il dibattito pubblico e' bloccato in una succosa caciara ideologica fra poliziotti fascisti e manifestanti terroristi, con la moviolona della manganellata e il fotofinish della molotov. I giornalisti hanno un sacco da scrivere e sono felici.
I lavori non si possono iniziare, ovviamente, e nel frattempo siamo tutti liberi di comperarci partecipazioni delle societa' appaltatrici, mettere figli, zii, nipoti, mogli e mariti nel CDA, farci assumere come consulenti.
Dopo dieci anni il TAR scopre che c'e' una norma - che all'occorrenza si fa noi - che dice che, no, non si puo' far passare i bidoni di rifiuti radiattivi nella corsia di ostetricia, sei mesi di dibattito giudici cattivi-giudici buoni e il progetto viene lanciato nel cesso.
Alle societa' appaltatrici - noi ormai - che non hanno fatto un cazzo, paghiamo una penale pari al PIL di uno stato africano e grandi brindisi e manate sulle spalle. Pure i manifestanti son contenti che hanno bloccato l'inceneritore cattivo.