sabato 29 marzo 2014

Il dilemma del porco

Casa mia. Fuori il tempo e' muro-della-casa-davanti-a-due-metri-dalla-finestra come sempre.


Baldo mi ha chiamato chiedendo se poteva passare per un caffe'. Siamo quindi in cucina che beviamo grappa.


«Sai, quando ero in spagna, c'era questo ristorante famoso, un posto da fighetti»


«E che ci facevi in un posto del genere?»


«No, no, c'era andata Consuelo e me lo ha raccontato. Comunque in questo posto sono matti. Ti portano un piatto con una fetta di torta, ok?»


«Ok»


«Ecco, solo che la torta e' di plastica e devi mangiare il piatto che e' di cioccolato»


«wat»


«Si, oppure ti portano un piatto di carne che sembra pesce, o uno dove il contorno e' il piatto principale e il piatto principale il contorno oppure il piatto e' finto e devi mangiare il bicchiere ...»


«Ma e' diabolico!»


«Diabolico?»


«Io mi immagino il povero Juan che finalmente e' riuscito a invitare la sua bella Maria a cena. Puo forse portarla nella solita trattoria dove fanno una paella ottima a otto euro?»


«Beh, se vuole finire la serata massaggiandosi da solo il cazzo davanti a Sasha Grey, si.»


«Esatto, quindi e' costretto a pagare meta' del suo stipendio per portarla in quel tuo ristorante di cucina concettuale.»


«Cucina che?»


«Concettuale. Significa che te vai per mangiare, ma l'importante non e' mangiare.»


«Mi pare una puttanata enorme.»


«E' una puttanta enorme, ma c'e' di peggio. Io mi immagino il povero Juan, vestito come a un funerale, che mangia la bistecca di plastica chiedendosi perche' abbia un gusto cosi' strano mentre annuisce al cameriere che, perplesso, gli chiede se vada tutto bene. Pensa al disagio. Pensa al cameriere che ride con i colleghi quando torna in cucina.»


«Ma non potrebbe chiedere al camieriere perche' la bistecca sa di copertone e non si taglia?»


«Assolutamente no! Perche' deve pretendere di essere un raffinato cliente abituale di quella rapina con tavoli e sedie. E' l'unico modo di separare Maria dai suoi vestiti e penetrarla. Juan deve fingere di essere diverso da quello che e' perche' non sa piu' chi e', ha perso la sua identita' sociale.»


«Di' la verita', hai di nuovo chiesto in prestito il tabacco al turco.»


«Ascolta, potremmo dire che Juan ha deciso di portare Maria in un locale esclusivo. Ma che vol dire? Esclusivo in sostanza dovrebbe significare che se sei qua' a bere un caffe con me invece di sniffare cocaina fra le tette di una puttana russa o a licenziare mille operai, non e' un posto per te.»


«Ma stiamo bevendo grappa.»


«Vedi, nel passato i ricchi si scopavano le donne dei ricchi e i poveri si scopavano le donne dei poveri.»


«No aspetta un momento. I nobili si scopavano anche le contadine.»


«Sono casi particolari. Stai tornando dalla guerra, sono tre mesi che dormi assieme al tuo cavallo e al tuo scudiero. Ma in linea generale, perche' diavolo dovresti entrare nel letto di una contadina che non ha mai visto un pezzo di sapone o un rasoio quando hai una vasta scelta di cortigiane perfettamente addestrate nella raffinata arte di scorticare una cappella con le labbra.»


«Effettivamente non hai tutti i torti. Oggi pero' mi pare che tu debba sembrare ricco.»


«Che vuoi che ti dica? Noi viviamo in una societa' - mondiale - che bene o male ha il mito della mobilita' sociale. Solo che la mobilita' sociale non esiste.»


«Ora mi pare che esageri.»


«Il sindaco di Genova e' un D'Oria!»


«Mh, ok.»


«In una situazione del genere, se non vuoi trovarti sotto casa la folla inferocita che pretende di staccarti la testa dal collo, l'unica cosa che puoi fare e' far credere alla gente che e' gia' ricca. Frega sega se un operaio in Germania guadagna piu' di un dirigente in Italia e il salario medio e' a livelli nordafricani, se tu riesci a far credere alla gente che possono vivere una vita fatta di Champagne, macchine, cocaina e locali esclusivi, invece che andare a prendere Briatore con la ghigliottina, frequenteranno le sue discoteche.»


«Va bene, facciamo finta che io abbia capito il tuo delirio e sia anche d'accordo con te. Ma cosa c'entra questo con il fatto che il nostro amico per foderare il suo cazzo con la bella Maria, deve portarla in un ristorante che e' il trionfo del kitsch e che a lui fa schifo?»


«Non e' che a lui faccia schifo. Lui sta guardando quello che c'e' nel reggiseno e pensando a cio che e' dentro alle mutande. Ma non si trova a suo agio. E' ovvio che non si trovi a suo agio, deve fingere di essere quello che non e' e quindi deve frequentare un luogo che non frequenterebbe diversamente e del quale non sa nulla.»


«Senti, io non ho nulla contro la societa' dell'apparenza, mi pare una roba naturale. Ma secondo il tuo punto di vista, l'unico modo che abbiamo di presentarci agli altri e' come dei fighetti mollicci griffati, col macchinone e il naso aspira polvere bianca.»


«Esattamente. Infatti da quanti anni non vedi piu' una qualche attivita' diversa dal bere, pippare, ballare o riprodurre un loop di convenevoli in un contesto sociale? Per fortuna le cose cambieranno presto. Ora c'e' il neoliberismo, il mercato che si autoregolamenta, ognuno riceve a seconda di quanto vale. Tu quanto vali?»


«Eeeh, ora non saprei.»


«Esatto, un cazzo! Ma non e' colpa tua. Anche se fossi laureato con centodieci e lode in una universita' di elite, saresti uno dei milioni. In un mondo globalizzato di sette miliardi di persone, nessuno vale individualmente piu' un cazzo.»


«Cioe' tu dici che siamo tutti uguali?»


«Tu e Grimaldi siete forse uguali? Non dire stronzate, nel mondo neoliberista, conti se possiedi qualcosa di valore. Ti ricorda niente?»


«Uhm. Il medioevo? L'aristrocrazia?»


«Bravo! Vedi che la droga non fa cosi' tanto male in fondo? Capisci dove voglio arrivare? Quando il processo sara' completo, ci sara' un insieme ben definito di ricchi che si sposeranno fra di loro e si scoperanno solo puttane di lusso - puoi ben vedere come stia gia' succedendo - e quindi le donne che possono venire con noi pezzenti, sapranno bene che il tizio vestito da fighetto e' solo un cretino che butta via soldi e smetteranno di pretendere che tu vada in giro come un metrosessuale della pubblicita'. D'altra parte con seicento euro di stipendio e trecento di affitto, la mezzadria appunto, non avrai piu' possibilita' e quindi necessita' di andare in un ristorante fighetto con la bistecca di plastica. Comunque se ci provassi ti scioglierebbero i cani. Contento?»


« ... »


« Viva la Tatcher. »

domenica 2 marzo 2014

Napoleone

Spesso se abbiamo in mano un libro di storia ci troviamo a leggere di qualche usanza o comportamento che noi troviamo aberrante, inaccettabile o semplicemente stupido. Aldila' di ogni contesto che possiamo costruire, quando leggiamo di gente che la mattina lancia merda nelle strade dalla finestra o brucia vivo qualcuno perche' dice che la terra gira attorno al sole, la reazione e' di pensare "questi sono deficenti".

Interessante abbastanza pero' e' il fatto che quasi mai siamo capaci di fare il ragionamento al contrario e di renderci conto che per alcune nostre abitudini verremo un giorno visti come un branco di pazzi lunatici dai nostri discendenti  che si sentiranno tanto superiori a noi vecchi barbari.

Oh, certo, certo, chiunque puo' immaginare che fra un 50-100 anni - italia a parte - il matrimonio gay sara' permesso in tutti i paesi civili e i nostri figli proveranno un misto di imbarazzo e compassione mentre cambiano il pannolone verde al nonno che sbraita contro i froci. Ma quello e' un processo in atto. Molto piu' difficile e'  figurarsi che fra duecento anni il nostro propropropronipote stara' seduto annoiato al banco di scuola guardando attraverso i pantaloni trasparenti il perizoma in filo monomolecolare della ripetente seduta al banco davanti mentre la oloprofessoressa raccontera' loro - non senza un po di imbarazzo virtuale - che nemmeno centocinquanta anni fa la gente usava ancora della carta per pulirsi dopo aver cagato.

La scuola pero' e' un mondo dove questo tipo di ragionamenti e' sempre piu' facile. Voglio dire, secondo me una ottantina di anni fa gia' qualcuno se lo immaginava che un giorno questa cosa di prendere a bacchettate gli studenti e inginocchiarli sui ceci, non sarebbe stata cosi' popolare in futuro.

Una delle abitudini che mi piace pensare in un futuro non troppo prossimo i nostri cari discendenti guarderanno con un misto di senso di superiorita' e imbarazzo empatico, e' quella di costringere dei tizi il quale cervello e' occupato al novantanove per cento del tempo dagli organi genitali del sesso opposto a leggere, nel corso di anni, un paio di povere opere letterarie.

Provate a comperare un libro, leggere un capitolo ogni due settimane e poi ditemi che ci avete capito.

Ma non basta. Quando il discendente illegittimo del marchese De Sade  ha deciso come si sarebbe dovuto insegnare la letteratura alle scuole, non si e' limitato a questo. Ne si e' limitato a predisporre che venissero saltati dei capitoli a caso, per rendere piu' comprensibile il tutto. Questo avrebbe potuto farlo qualunque dilettante del sadomaso. Il genio spesso e' nell'usare le piccole cose per ottenere grandi risultati.

Le note.

Le note  in un libro servono per aggiungere una informazione al contesto che puo' essere utile al lettore per capire meglio il contenuto. Possono essere aggiunte dall'autore stesso, solitamente se si tratta di informazioni non cosi' fondamentali da appesantire il narrato, oppure possono essere aggiunte da un traduttore o da un curatore che le ritiene necessarie per rendere l'opera comprensibile a un pubblico diverso da quello per la quale era originariamente intesa.

Che vuol dire?

Che quando Dante parla di Farinata degli Uberti da per scontato che chi sta leggendo sappia chi sia, mentre a oggi nessuno sa sega di chi sia sto tizio e quindi e' meglio se lo scriviamo da quache parte.

Il genio e' di trasformare questo strumento utile e necessario in qualcosa come

1Nel mezzo...vita:A trentacinque anni(culmine dell’arco dell’esistenza di un uomo,anche a norma del IV libro del Convivio,quando D.afferma «lo punto sommo di questo arco [la vita terrena]...ne li più [nella maggior parte delle persone] io credo tra il trentesimo e il quarantesimo anno,e io credo che ne li perfettamente naturati esso ne sia nel trentacinquesimo anno»):dunque nel 1300 (data del Giubileo indetto da Bonifacio VIII).La formula è ricalcata su un versetto di IsaiaXXXVIII10:«in dimidio dierum meorum vadam ad portas inferi»,«alla metà della mia vita devo andare nel soggiorno dei morti». 2per...oscura:mi

Fate un semplice esperimento:  provate a prendere un libro con un vostro amico dietro che vi interrompe a ogni mezza frase dicendovi secondo lui che significa quello che avete appena letto. No, non potente prenderlo a ceffoni dopo cinque minuti.

Cinque anni di stupro mentale di questo tipo, solitamente produce due tipi di reazione. Alcuni decidono che quella roba non fa proprio per loro e smettono di leggere qualunque cosa che non siano le barzellette della settimana enigmistica o la prima pagina della gazzetta dello sport.

Questi sono quelli che rimarranno sani di mente.

Altri purtroppo non sono cosi' fortunati e si convincono che in ogni opera d'arte - letteraria e non - ci sia un secondo, terzo e nei casi disperati pure quarto livello di lettura. Nella mente di questi tapini, il "livello di lettura" e' un significato interamente scorrelato da quello apparente, che lo scrittore dovrebbe aver inserito nell'opera non si sa bene per quale motivo e che e' possibile dedurre mettendo insieme un sacco di indizi immaginari come un detective strafatto di lsd.

Che e' una cosa assolutamente logica. Quale beota parlerebbe della societa' borghese scrivendo un libro che parla della societa' borghese quando puo' scrivere una roba fantasy con cavalieri, orchi, spade, castelli e assedi. Fregasega che l'autore dica, urli, si sbracci e si sgoli dicendo che NO, col cavolo, quel libro non parla di altro che quello che c'e' scritto: e' chiaramente una allegoria della societa' societa' moderna, qualsiasi diavolo di cosa significhi.

Come se non fosse gia' abbastanza male avere un sacco di gente convinta che leggere un libro sia come fare la caccia al tesoro della sega mentale, il mercato si adatta alle aspettative del consumatore e cosi' ci ritroviamo con Mulholland Drive.

E qui' il silos di merda colpisce il ventilatore gigante.

Immaginate che un tizio che si crede Napoleone sgattaioli via dal manicomio dove stanno cercando di curarlo e finisca in mezzo a una rievocazione storica del periodo, entri in una tenda, si vesta come l'imperatore dei francesi con gli indumenti lasciati su una sedia e uscito fuori si trovi davanti un manipolo di soldati che gli fanno il saluto.

Che speranze ci possono essere a quel punto di guarirlo?